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Wasser Berlin
Wasser Berlin è la fiera internazionale e conferenza per l'acqua e delle acque reflue.
Molti espositori presenteranno i loro prodotti e le innovazioni in materia di acque, pompe e perforazione di tubi, raccordi, misura, controllo e tecnologia di analisi. Continua »
Dal wc al rubinetto: così Singapore ricicla l'acqua
Dallo sciacquone del water alla caraffa da servire in tavola, dopo un clamoroso trattamento di depurazione: così, l’acqua riciclata finisce persino in bottiglia. Continua »
Idrogeno dall'acqua: il segreto dell'energia pulita
Basterebbe fare come le foglie. Per ottenere energia pulita, una strada è cercare di riprodurre quel processo di fotosintesi che fornisce alle piante zucchero e ossigeno partendo da ingredienti abbondanti come acqua e luce. Il fenomeno si svolge sotto ai nostri occhi tutti i giorni dall'alba al tramonto. Eppure è talmente complesso dal punto di vista chimico da non essere mai stato capito fino in fondo, né riprodotto in maniera efficiente dall'uomo.
Un gruppo di ricercatori italiani ha appena mosso un passo avanti verso questa "pietra filosofale" dell'energia pulita. L'équipe delle università di Trieste, Padova e Bologna e del Cnr di Padova ha descritto su Nature Chemistry come realizzare un catalizzatore per facilitare la scissione delle molecole d'acqua in ossigeno e idrogeno: quest'ultimo utilizzabile come fonte di energia per i motori.
La molecola di H2O, spiegano Maurizio Prato e Marcella Bonchio, coordinatori dello studio, "si forma dal punto di vista chimico facendo reagire idrogeno e ossigeno, in un processo che produce grandi quantità di energia ed è alla base delle celle a combustibile. Ma la reazione inversa, ovvero la scissione della molecola di acqua per generare idrogeno, un combustibile pulito, resta oggi uno degli obiettivi più ambiziosi della ricerca".
Gli elettrodi realizzati in Italia, spiega ancora Prato "sono fatti con nanotubi di carbonio e possono generare idrogeno in modo continuo dall'acqua, anche del mare". Perché il processo della "fotosintesi artificiale" sia completo, mancano ancora alcune tappe da mettere a punto. Ma alla fine, continua Prato, "nel nostro sistema si potrebbe usare acqua di mare, liberarla dall'ossigeno e ottenere idrogeno in grado di alimentare un motore". I nanotubi hanno un diametro esterno di 25 nanometri, o milionesimi di millimetro.
In natura, per superare l'alto livello di energia necessario a spezzare le molecole d'acqua, le alghe e le foglie usano un enzima che si chiama PsII (o Photosystem II). La sua architettura è tanto complessa da non essere imitabile per l'uomo. Quello che il nanotubo di carbonio italiano spera di ottenere è proprio superare questo collo di bottiglia e consentire lo splitting (la divisione di una molecola di H2O in idrogeno da un lato e ossigeno dall'altro) senza bisogno di raggiungere quote elevate di energia: dunque a temperature basse e costi ragionevoli.Acqua di mare in bottiglia per cucinare
Paghereste 6 euro per qualcosa che si può avere gratis? Se la risposta a questa domanda è sì, un avventuroso imprenditore scozzese potrebbe avere trovato una miniera senza fine. Per estrarne il suo prezioso materiale non deve chiedere alcuna licenza e gli basta, in teoria, un secchio: da riempire con acqua di mare. Passata attraverso un filtro per rimuovere ogni più piccola particella di sabbia, terra o ruggine, sottoposta ad analisi di laboratorio per garantire che sia in regola con gli standard europei, imbottigliata, etichettata con il nome "Acquamara", verrà messa in vendita a 4 sterline e 95 pence, all'incirca 6 euro.
Nessuno ovviamente si aspetta che i consumatori la bevano. Ma la speranza di Andy Inglis, 49enne ex-funzionario dell'Onu, attualmente dipendente part-time del Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale, è che ristoranti di lusso e privati cittadini comincino a usarla per cucinare, in particolare per fare bollire pesce e molluschi. Presentata domenica al Taste of Edinburgh, un festival gastronomico in Scozia, l'acqua di mare in bottiglia ha suscitato reazioni entusiastiche. "Il sapore che dà al pesce è incredibile", dice Roy Brett, cuoco e proprietario di Ondine, uno dei migliori ristoranti di Edimburgo. "Quello che fa al cibo è impressionante. Ci ho cucinato sia pesce che cozze, e sembra di sentire il gusto salato del mare in ogni boccone".




