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Ecocentrico

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CEO2: il gioco che ti fa diventare un Ecomanager

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Technobia: l'ecovillaggio tecnologico

Il progetto prevede la realizzazione di un villaggio ecotecnologico di nome Technobia per sperimentare e ricercare un modello di vita di abbondanza e di ricchezza perfettamente sostenibile per il nostro pianeta e per la nostra società integrata con un modello di relazioni e di comunicazioni che oggi con il web risulta completamente diverso da quanto abbiamo appreso nella nostra evoluzione. Un modello sociale che sia in linea con i continui ed incessanti cambiamenti a cui ci siamo sottoposti come esseri umani  sempre più rapidamente a partire dagli ultimi quindici anni.

Un villaggio abitato da nuclei famigliari indipendenti e autonomi, ognuno con i propri spazi abitativi ad uso esclusivo ma legati uno all’altro da una missione e visione esistenziale precisa e condivisa a priori. Uno spirito di collaborazione e rispetto profondo delle diversità di ogni individuo è un presupposto fondamentale.

Visita l'Oasi e scatta: la natura fa notizia

Primo appuntamento con la Festa delle Oasi del WWF, la manifestazione che per tre domeniche di maggio (9,16 e 23) apre gratuitamente cento aree naturalistiche protette, e al via l'iniziativa "La natura fa notizia" realizzata in collaborazione con i lettori di Repubblica.it.

Si parte domenica 9 maggio: macchine fotografiche alla mano e spirito da reporter, i partecipanti alla ventesima edizione della Festa delle Oasi potranno raccontare la loro giornata tra la natura realizzando una foto-notizia e postandola sulla pagina dedicata all'iniziativa. Ma non solo. Chiunque potrà inviare fotografie di aree naturali o di zone abbandonate che vorrebbe diventassero Oasi protette. Ogni immagine dovrà essere corredata da una didascalia: poco importa che sia descrittiva, ironica o inventata. Lo scopo è quello di trasformare la natura in notizia. 

I lettori potranno inviare il materiale prodotto dall'8 al 23 maggio e vederlo pubblicato sul nostro sito e del WWF.

Ecologia dei siti web

In assoluto il primo libro in Italia a parlare di accessibilità del web, “Ecologia dei siti web” di Maurizio Boscarol parla di come realizzare siti a misura d’uomo, usando al meglio le tecnologie (i linguaggi…) disponibili. Secondo questo libro, stiamo attraversando un periodo di transizione nel web design: da un modo di lavorare basato sui trucchi html per controllare la presentazione, da una progettazione che non tiene veramente conto dei vincoli del mezzo e di come si comporta l’utente, stiamo lentamente passando ad un design che separa presentazione e contenuto, usa linguaggi standard definiti dal W3C e studia come l’utente naviga, come si comporta sul sito, quali sono i suoi bisogni e i limiti.

Inoltre sono per la prima volta disponibili in italiano delle regole pratiche per realizzare siti accessibili anche ai disabili, in un capitolo di 80 pagine.

Il libro si snoda in tre argomenti principali: l’usabilità, l’accessibilità ed il design tramite CSS. Ecologia dei siti web si propone quindi come una guida di riferimento per chi i siti li fa davvero, in maniera da spiegare:

Sistri: quanto, cosa e come si paga

Per coprire gli oneri derivanti dal funzionamento, è previsto un contributo annuo per le Aziende che entreranno a fare parte del sistema.

Produttori di rifiuti e gestori impianti trattamento rifiuti:

Il contributo, determinato in relazione alla tipologia di rifiuti (pericolosi e non pericolosi) ed alle quantità degli stessi, è dovuto in un’unica soluzione:

per ciascuna unità locale e per la sede legale, qualora quest’ultima produca e/o gestisca rifiuti;

per ciascuna operazione di recupero o smaltimento svolta all’interno dell’unità locale o della sede legale.

Per le imprese che producono sia rifiuti pericolosi che rifiuti non pericolosi, si applica il contributo relativo ai rifiuti pericolosi.

Per gli impianti che gestiscono sia rifiuti pericolosi che non pericolosi, il contributo dovuto è dato dalla sommatoria del contributo corrispondente alla quantità di rifiuti pericolosi e del contributo corrispondente alla quantità di rifiuti non pericolosi.

Per le unità locali in cui insistano più unità operative da cui originano autonomamente rifiuti (è il caso, in genere, dei grandi gruppi industriali che dispongono di siti caratterizzati dalla presenza di più stabilimenti) e per le quali sono richiesti distinti dispositivi USB per ciascuna unità operativa, il pagamento dei contributi dovrà essere effettuato per ciascuna di esse.

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