Il toner è una polvere finissima contenente particelle di carbone, ossidi di ferro e resina. Viene usato nel processo di stampa laser e/o nelle fotocopiatrici: un tamburo lo deposita inizialmente sui fogli da stampare e successivamente, passando attraverso un riscaldatore, il toner viene fuso imprimendosi sulla carta ed andando a costituire il testo e le immagini stampate.
Inizialmente era essenzialmente polvere di carbone ma successivamente, per migliorarne le prestazioni, alle particelle carboniose è stato mescolato un polimero.
La composizione del polimero varia da un produttore all’altro, ma solitamente è un copolimero stirene acrilato oppure una resina poliestere.
Per inserire in maniera ordinata il pigmento nero o colorato (carbone, polimero, poliestere) entra nel processo, l’ossido di ferro che sensibile al magnetismo indotto in punti precisi del foglio di carta, viene disposto e successivamente fuso dal calore del forno fusore (si veda xerografia) attaccandosi alle fibre della carta.
Le particelle di toner avevano originariamente una dimensione media di 12 µm, ma con l’aumento della risoluzione delle stampanti a 600 DPI, fu necessario ridurre la dimensione a 8 µm. Read More




































